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Ok Bonino, ma niente giochetti radicali

Per una volta, non parliamo di un appello dei radicali. Parliamo di un appello ai radicali. Che consiste in una sola domanda: Emma Bonino si candida alla Regione Lazio perché vuole fare davvero quel mestieraccio? È importante saperlo, visto che sta per aprirsi una di quelle trattative interminabili fra il Pd e Pannella (per un accordo a livello nazionale, specificano i radicali), al termine della quale i democratici avranno sicuramente le ossa rotte, qualunque sia stato l’esito.
Allora, meglio sapere prima come stanno le cose. Ci siamo rassegnati all’evidenza che il Pd va a rimorchio degli altri: vorremmo essere sicuri che andando a rimorchio della Bonino ci si avvia verso la Pisana, e non verso una perdita di tempo che i radicali saranno bravi a trasformare in voti.
Ovviamente non è in discussione la voglia di lavorare di una donna che ha fatto alla grande il commissario europeo e il ministro. Non dimentichiamo però quando nel ’99 l’Italia si emozionò per una campagna per Bonino presidente della repubblica, che in realtà aveva come unico obiettivo raggranellare esattamente un mese dopo i voti per spedire i radicali al parlamento europeo, come infatti avvenne addirittura con l’8,7 per cento.
In questa colonna abbiamo fatto giuramento di non scandalizzarci mai. Tutti conoscono le pratiche politiche radicali. Lanciare Emma Bonino nel vuoto del campo del centrosinistra è stata una mossa brillante (che tra l’altro dimostra la superiorità del gruppo dirigente radicale rispetto a quello democratico, e anche la sua maggiore generosità visto che dal Pd nazionale nessuno ritiene di dover rischiare la faccia contro la Polverini).
Ora però succede qualcosa che neanche Pannella poteva prevedere: la candidatura Bonino s’è fatta cosa seria.
Europa sarebbe in prima fila nel sostenerla. Allora però niente giochetti, niente trattative al rialzo continuo, magari col pensiero di farle fallire e poi presentarsi all’incasso con la faccia dei martiri. Da queste parti saremo stupidi, ma coglioni no.

(da Europa)

Pubblicato il 7/1/2010 alle 23.6 nella rubrica Politica.

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