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Politica
17 marzo 2012
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articolo 18 monti pd bersani camuso cgil
Qui comincia il Monti Due
È come se fossimo al Monti Due, in questa specie di mini-legislatura inserita nella sedicesima legislatura. Il governo che doveva essere a sovranità limitata (e così era considerato da molti, soprattutto nel Pdl ma anche nel Pd) ha conquistato sul campo una sovranità piena. Come Napolitano voleva fin dall’inizio, come Monti non era riuscito a ottenere dai partiti fino alla maratona di giovedì sera.
Tutte le intese di merito raggiunte a palazzo Chigi andranno verificate nel concreto: ci vorranno atti del governo e atti parlamentari, e prima di ogni altra cosa la chiusura della trattativa sul lavoro fra le parti sociali. Non sarà facile.
Su articolo 18 e dintorni, è impensabile che Bersani si sia esposto a dire dei sì politici senza aver avuto un via libera dalla Cgil. Ora però è proprio nella confederazione di corso Italia che si apre la faglia più rischiosa. Si sapeva da mesi che per Susanna Camusso sarebbe arrivata questa difficile prova: era inevitabile la sua frenata di ieri (certo non può portare in Cgil un agreement firmato dai partiti), ora merita di essere sostenuta col silenzio, o come fa oggi indirettamente Bonanni su Europa.
Durissima sarà anche la partita sulla giustizia, con alte grida che già si alzano contro chissà quali regali fatti da Bersani a Berlusconi tramite Alfano. Isterie. Su ognuno dei temi (intercettazioni, corruzione, concussione, responsabilità civile) il Pd ha posizioni note, da molto tempo. Ed è Bersani che s’è dovuto imporre per sbloccare le resistenze Pdl contro la legge sulla corruzione.
La controprova delle virtù risanatrici di Monti (risanatrici delle finanze e dell’etica nella gestione) dovrà presto essere fornita sulla Rai: è impensabile che il premier deluda un impegno che lui stesso ha pubblicamente assunto.
Questo ampio rinnovato investimento politico servirà a Monti e all’Italia per superare in relativa sicurezza la fase tribolata delle elezioni amministrative. I partiti hanno dato, chi più volentieri chi meno, un’altra prova di responsabilità. Che li lascia liberi di contendere nell’immediato, ma certo rende loro più complicato il problema di prospettiva: far funzionare la formula di maggioranza attuale, e far funzionare Monti, alza ulteriormente l’asticella di coloro che fra un anno dovranno convincere gli elettori di avere in mano una formula migliore, e di saper fare meglio del Professore. 
permalink | inviato da stefano menichini il 17/3/2012 alle 10:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0)


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