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Politica
15 maggio 2009
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B. fa l'emotrasfusione totale
Berlusconi vuole sangue fresco, e questo spiega tutto. Che non è come dire che il Cavaliere è un vampiro, cioè il tipo di descrizione gotica che giustifica il successo di Di Pietro agli occhi dell’intellighenzija ex di sinistra sempre bramosa di uomini forti. No: si tratta dell’unica costante riconoscibile di tutte le scelte che il capo della destra sta facendo da oltre un anno, nella politica e nella vita privata, che poi sono la stessa cosa.
Le vittime sono tante e diverse fra loro. Alcune le ritrovate appese alle forche giornalistiche erette da Libero, altre vengono trattate appena meglio. Ma tutte vengono fatte fuori, lasciate ai bordi della strada. Si chiamano Veronica Lario, Chicco Mentana, Mike Bongiorno, Carletto Ancelotti, Paolo Guzzanti. Hanno i nomi dei fondatori di Forza Italia, professori, avvocati, ex ragazzi prodigio. Ci sono forzisti scivolati silenziosamente nell’ombra, ragazze ormai troppo mature, e c’è Giulio Tremonti, sempre sull’orlo di un congedo troppo rumoroso per poter avvenire davvero.
Forse è questa la risposta all’ultima delle domande di Repubblica, quella che ha squassato palazzo Grazioli: qual è lo stato di salute del presidente del consiglio? Chi l’ha fatta ipotizza patologie sessuali. Chissà. Certo, Berlusconi è nel pieno di una lunga e continuata emotrasfusione totale.

Gli studi psicologici e psicopolitici sul protagonista di quindici anni di vita italiana si sprecano, non è utile aggiungerne altri. Come è pleonastico tornare sull’ossessione di non invecchiare, lifting e ritocchi fotografici (un capolavoro l’agiografia firmata Feltri in edicola in questa vigilia elettorale), vitalismo e girocollo nero.
Il fatto nuovo, almeno in queste proporzioni, è che la fobia per tutto ciò che sa di vecchio si estende dal proprio corpo agli altri, e questo non lo raccontano più solo le serate in discoteca coi giovani, le platee imberbi dei congressi forzisti, le feste private con ragazze e ragazzine. Dalla fase dell’immersione di sé in mari di gioventù adorante, quindi dal proprio personale comportamento, l’opera demolitrice del vecchio si abbatte sugli altri.
Non potendo imporre lifting ad Ancelotti o a Mentana (né alla moglie, più di quanto non abbia già fatto da sola), e risultando la loro gestione più faticosa dei risultati che garantisce, Berlusconi li fa fuori. Senza rimpianti. L’addio a Mike Bongiorno è mesto, depresso, senza alcun tentativo di riaccendere l’antico amore.
Si potrebbe pensare che un partito intero sia stato sacrificato su questo altare, inducendo all’equivoco di una grande operazione politica. È una tesi da verificare: alla lunga potremmo scoprire che la furia del predellino ha acceso la fiammata eroica della destra italiana, per poi devastarla entro i prossimi cinque-dieci anni.
La rincorsa all’eterna giovinezza, propria e altrui, non può che turbare i sogni di future possibili vittime. Si salvano per ora quelli di An, finché il nuovo capo non penserà di poter esercitare su di loro la patria potestà. Si salva Fidel Confalonieri, col posto prenotato presso la tomba di famiglia. Dovranno dannarsi i Bondi, i Cicchitto, i Vito, gli Scajola, per non raggiungere La Loggia e Lunardi nel dimenticatoio. E Gianni Letta: ma Gianni Letta ha un’età, appartiene a una precisa epoca?

(da Europa)
permalink | inviato da stefano menichini il 15/5/2009 alle 8:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5)


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