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Politica
10 settembre 2008
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Il Pd torna di lotta. Per il governo c'è tempo
Dunque si torna coi volantini davanti al portone di scuola. Un brivido corre lungo la schiena. Ci saranno democratici coi megafoni ai cancelli delle fabbriche. I mercati rionali battuti uno a uno, come in campagna elettorale.
In attesa di tornare “di governo”, il Pd torna “di lotta”. È già qualcosa. Alla lettera: meglio del niente di cui qualcuno accusava Veltroni.
La notizia sarà accolta con favore dal popolo dei circoli, disorientato dai dibattiti sulle primarie o dalla controversia se D’Alema sia un lavoratore o uno sfaccendato che si dedica alle interviste. Intanto, primo dato importante, il Pd torna protagonista dell’opposizione: le altre minoranze devono ricollocarsi intorno a esso e non più solo in competizione.
Le ragioni e gli argomenti per dare fiato alla protesta ci sono tutti. In particolare, il ministro Gelmini non è riuscita a dimostrare che i suoi sforzi non si traducano alla fine solo in tagli di posti di lavoro. L’insegnante – figura chiave della società, ruolo-perno per la costruzione del futuro – finisce sul banco degli imputati senza che neanche si provi a metter mano alle ragioni strutturali che lo rendono debole, in balia di famiglie insoddisfatte e protettive o di studenti incapaci di riconoscere l’autorità.
Si dice che il viaggio che il Pd dovrà fare per tornare forte, credibile, competitivo, sarà lungo. È inevitabile che nei suoi primi passi cerchi intanto di resuscitare il consenso del proprio elettorato (di cui insegnanti e pubblico impiego sono in effetti magna pars).
Chi si straccia le vesti per questa botta di movimentismo veltroniano è solo un ipocrita: rammentategli la folla di piazza San Giovanni del dicembre 2006, i toni alti e gli argomenti vuoti di quella protesta berlusconiana.
L’importante è che, quando il Pd avrà recuperato fiducia in se stesso, torni a guardare con lucidità alla crisi di tutto il settore pubblico, con quella radicalità di proposte di riforma che non ha mostrato quando era al governo, per mancanza di tempo, di forza, o di volontà politica.

(da Europa)
permalink | inviato da stefano menichini il 10/9/2008 alle 8:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7)


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