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Politica
24 gennaio 2012
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Monti-Fornero davanti al muro dei sindacati
Nella sua corsa a ostacoli, Mario Monti è arrivato davanti al primo vero muro. Che non è quello dei tassisti, né quello degli avvocati o dei notai, e neanche quello dei padroncini dei Tir che vorrebbero paralizzare il paese. Con queste categorie in un modo o nell’altro si risolverà, perché il governo s’è già preso un bel vantaggio nei loro confronti.
Il muro se l’è trovato di fronte Elsa Fornero ieri dopo essersi illusa che le confederazioni sindacali e la Confindustria (ma anche Rete imprese Italia, l’associazione dei medi, piccoli e coop) avrebbero anche solo accettato il metodo di discutere un progetto dettagliato presentato loro dal governo.
Dopo tante polemiche intorno all’articolo 18, Fornero ha spiazzato tutti presentando qualcosa di ben più corposo, sostanziale e rivoluzionario rispetto alla tradizione italiana: la trasformazione della cassa integrazione speciale (vale a dire eterna) in disoccupazione sostenuta da un reddito minimo di reinserimento.
Non si è neanche arrivati a discuterne: sindacati e Confindustria hanno alzato il muro fin dalla questione di metodo. Semplificando molto: dopo anni in cui le parti sociali denunciavano l’assenteismo governativo dalle trattative in materia sociale, ora all’opposto rivendicano a sé la titolarità esclusiva delle discussioni (e degli eventuali accordi) sulla riforma del contratto e degli ammortizzatori sociali.
C’è dietro a questo niet una concezione che esclude dal processo decisionale chiunque non sia rappresentato né da sindacati né da Confindustria (dunque addio alla pretesa di Monti e Fornero di agire in nome e per conto dei giovani non garantiti, ma anche addio alla sovranità del parlamento). E soprattutto c’è il rigetto di un’ipotesi di riforma degli strumenti che proteggono i lavoratori dalla crisi che appare in effetti molto ambiziosa. Difficile da pensare, da mandare giù, da praticare e soprattutto difficile da finanziare.
La galoppata di Monti si trasforma nel faticoso attraversamento di un guado insidioso. E stavolta nessun partito, questo è sicuro, sarà disposto a dargli una mano.
permalink | inviato da stefano menichini il 24/1/2012 alle 7:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0)


Politica
3 dicembre 2011
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monti manovra pd sindacati
Vai Monti!
Il commento è paradossale, considerata la fonte, però è anche il più realistico. Per il segretario Uil Angeletti, l’incontro-monstre di domani tra le parti sociali e il governo «sarà un rito, avremo solo informazioni carenti». Paradossale, perché sono stati i sindacati a imporre al premier (che non la voleva) la liturgia della lunga tavola apparecchiata a palazzo Chigi. Realistica, perché proprio la pletora di oltre 70 organizzazioni convocate fa capire che nell’occasione il governo farà appena un gesto di cortesia.
Altro discorso vale per gli incontri di oggi con Pdl, Terzo polo e Pd, durante i quali emergerà meglio la sostanza della manovra che lunedì si trasformerà nel primo decretone del governo Monti.
A maggiori informazioni non corrisponderà però tanto potere in più per i partiti. L’impressione è che, qualunque sia il contenuto della manovra, il governo sia determinato a spianare ogni resistenza. Due settimane concesse al parlamento per convertire il decreto e soprattutto, fra lunedì e martedì prossimi, un’offensiva comunicativa da far impallidire Berlusconi tra discorsi parlamentari, conferenze stampa per italiani e stranieri e apparizioni nel prime time televisivo.
E poi, appena fatta la manovra, via a Bruxelles per il fine settimana che potrebbe decidere delle sorti dell’euro e dell’Europa: giornate nelle quali l’Italia potrebbe perfino giocare da protagonista.
Verrebbe da dire: vai Monti. Questa è la marcia che serve, l’unica possibile, e questo è il momento, prima che l’Italia dei veti e delle corporazioni (già rimessasi all’opera) possa mettersi di traverso.
E lo diciamo. Vai Monti.
Anche perché, come Europa documenta oggi, tutte ma proprio tutte le misure di cui si parla in questi giorni rientrano pienamente nel bagaglio di idee, proposte, ragionamenti, ipotesi, progetti che negli anni hanno avuto legittimo corso nel centrosinistra riformista, anche se magari non si sono sempre imposti come maggioritari.
Siamo sicuri: non ci sarà nulla da cui prendere le distanze perché alieno, nulla da subire come una condanna, nulla di cui lavarsi le mani (operazione del resto difficile una volta che i provvedimenti saranno stati votati in parlamento, come sarà, sia pure dopo prevedibili e concordati aggiustamenti).
La durezza equa di Monti sarà una durezza nella quale il Pd potrà e dovrà riconoscersi pienamente. Meglio abituarsi fin d’ora all’idea.
permalink | inviato da stefano menichini il 3/12/2011 alle 0:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1)


Politica
13 novembre 2008
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Gli improbabili emuli di Craxi
All’inizio fu un fatto tragico, epico. Grandi personaggi. Grandi momenti. Il movimento operaio sconfitto, il Pci in crisi. Bettino Craxi, Lama, i socialisti della Cgil. Il decreto di San Valentino, la scala mobile, la fine definitiva degli anni ’70, il referendum, Berlinguer.
Oggi siamo a Sacconi, Bonanni, Angeletti. L’alta regia di Giulio Tremonti. L’importante interlocuzione con Emma Marcegaglia. Dopo un segretario della Cisl che passa dalle cucine di un albergo per non farsi vedere, due suoi successori che s’infilano di soppiatto in casa del presidente del consiglio, vengono scoperti, negano ridendo davanti alle telecamere...

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permalink | inviato da stefano menichini il 13/11/2008 alle 7:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0)


Roma centro
4 aprile 2008
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A Roma si voterà tra la monnezza
L'avevo già segnalato dieci giorni fa, nel giorno del primo sciopero. L'abbiamo scritto di nuovo sulla prima pagina di Europa oggi, lo rifaremo domani. Ma dai politici che fanno campagna elettorale in città non arriva alcuna reazione. Io spero che siano consapevoli di quello che sta per succedere. Lunedì e martedì due giorni di sciopero nazionale delle municipalizzate, che attaccati alla domenica fanno quattro giorni pieni di mancata raccolta dei rifiuti...

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permalink | inviato da stefano menichini il 4/4/2008 alle 16:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0)


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